Per gentile concessione dei nostri colleghi dell’A.I.Tec. (www.aitec.eu.org) pubblichiamo la relazione sul convegno tenutosi presso la sede di Agnano il 26 maggio c.a.

Ad ingegneria non solo corsi e crediti

di Caliendo Luigia

Si è tenuto mercoledì 26 maggio il primo convegno che, con il patrocinio dell’E.Di.S.U., l’A.I.Te.C, Associazione Ingegneria delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione della facoltà di Ingegneria dell’ateneo federiciano, ha messo su, non senza, e scusate se è poco, qualche faticaccia per gli organizzatori!
L’A.I.Te.C. è un’associazione di studenti di ingegneria elettronica, informatica e delle telecomunicazioni che si pone tra i suoi obiettivi non solo quello di avvicinare il mondo degli studi universitari con quello dell’impresa, grazie ad incontri, dibattiti, visite guidate e convegni per l’appunto, ma anche di trasformare la Facoltà di Ingegneria da luogo di passaggio e di solo studio, in luogo di scambio culturale e sociale tra i diversi tipi di persone che affollano ogni giorno la facoltà.
Un convegno, questo, che si prefigura il primo di una lunga serie, dato il successo di pubblico riscosso e per pubblico intendo il vero pubblico, non quello fatto di pochi e attenti conoscitori della materia, incravattati con 24 ore alla mano, ma un pubblico di ragazzi curiosi, attirati da un argomento di cui non spesso si parla, ma che riguarda noi giovani e la hi-tech generation: l’inquinamento elettromagnetico.
Non lasciatevi intimorire dai paroloni (sì anche la sottoscritta, che di materia capisce quanto oggi i politici di ragion di stato, è rimasta perplessa all’idea di ascoltare il fior fiore dell’ingegneria alle prese con una “querelle” niente male!) perché ad intervenire sono stati il simpaticissimo Prof. Luigi Verolino e il giovanissimo collega Prof. Daniele Riccio. Superfluo dire qui della preparazione dei due disponibilissimi docenti che, terminati i loro interventi, hanno lasciato la parola al Dott. Mario Mansi, dirigente dell’A.R.P.A. Campania.
L’A.R.P.A.C., Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente in Campania, come in tutte le altre regioni italiane si occupa di valutare preliminarmente i progetti degli impianti, attraverso l'utilizzo di modelli previsionali che consentono di calcolare l’area di influenza e la potenza dei campi elettromagnetici, sia l’esecuzione delle misure di livelli di campo elettromagnetico.
L’ingresso dei professori in aula è stato applaudito da più di 150 ragazzi seduti alla “meglio” (non è stato possibile usufruire dell’aula convegni causa lauree “in corso”!) in un’aula del piano terra del plesso di Agnano (Na), dove l’atmosfera era vivacissima e fin troppo secondo il presidente dell’associazione A.I.Te.C. Felice Stanzione che, di fronte tanti ragazzi, ha dovuto rivedere le sue pessimistiche previsioni!
Uno dei primi obiettivi del convegno è stato illustrare non solo le origini dei fenomeni legati all’elettromagnetismo, cioè sorgenti quali la Terra, il sole e l’atmosfera che insieme costituiscono un fondo elettromagnetico naturale, ma capire cosa il progresso tecnologico ha aggiunto in termini quantitativi a questo fondo e quanto questo “rincorsissimo” progresso costa alla salute dell’uomo.
Obiettivo egregiamente portato a termine dal, se permettete, fomentatore di popolo, Prof. Verolino che, tra una battuta e l’altra (indimenticabile quella sull’asciugacapelli, fortunatissimo chi c’era, meno chi no!), ha tenuto desta l’attenzione di tutti sull’argomento.
Il Nostro ha poi lasciato il testimone all’impaurito collega Prof. Riccio che mestamente ha dichiarato l’impossibilità di poter continuare sulla riga del suo predecessore, consigliando a tutti coloro che vorranno in futuro prender parola in un convegno, di modificare la scaletta se c’è tra i nomi quello dell’ “oratore” Verolino e intervenire sempre per primi!
Definirei oltremisura modesto il nostro giovanissimo e preparatissimo professore che, attirando tutti con le sue proiezioni e le sue diapositive animate al computer (la tecnologia non ha mai limiti, personalmente son rimasta stupefatta dalla chiarezza delle immagini e dai grafici in 3D!), ha illustrato le modalità di propagazione delle onde elettromagnetiche e come, posizionando un apparato irradiante su un palazzo o nel bel mezzo di una piazza, queste agiscono e ricoprono l’area interessata.
È stato difficile non lasciarsi coinvolgere dalle argomentazioni del prof. Daniele Riccio che, tra l’altro, ha ritenuto giusto ribadire i progressi e i passi avanti nella ricerca, fatti soprattuto qui a Napoli dai laureandi e dai neo-laureati in ingegneria, il che ci inorgoglisce un po’.
A concludere il convegno, l’intervento del Dott. Mario Mansi che ha illustrato alcuni dei più noti decreti legislativi riguardo l’installazione di elettrodotti e impianti per telecomunicazioni e parte della normativa regionale per la tutela igienico sanitaria della popolazione, il tutto in armonia con la filosofia portata avanti dalla sua agenzia regionale «conoscere per controllare e controllare per conoscere».
Il convegno è terminato con un buffet luculliano, preso d’assalto da un frotta di ragazzi tenuti a bada dagli organizzatori che hanno aspettato l’arrivo dei professori.
Terminare con il ribadire che questo convegno è stato un successo sembra cosa ovvia, ma è entusiasmante osservare l’interesse di un’associazione studentesca che ha portato in aula, a misura di ragazzi, una tematica così delicata, perché è proprio a misura di ragazzi che è stato affrontato l’argomento, senza retorica e discorsi a senso unico.
Un approccio moderno, oserei dire, che dovrebbe essere modello per molte altre situazioni, soprattutto in ambiente universitario.